«Tanto un paradenti vale l’altro». È l’idea più diffusa — e la più rischiosa. Le tre tipologie in commercio hanno differenze sostanziali in stabilità, comfort e protezione.
Paradenti standard
È il dispositivo preformato da banco: economico e immediato, ma con adattamento generico. Tende a muoversi, costringe a tenere i denti serrati per mantenerlo in posizione e ostacola respirazione e comunicazione. È il motivo per cui molti atleti smettono di usarlo.
Paradenti termoformabile
Il cosiddetto “boil & bite”: si ammorbidisce in acqua calda e si adatta mordendolo. Migliora leggermente l’aderenza, ma l’adattamento resta approssimativo e la stabilità variabile. Lo spessore, inoltre, non è calibrato sui punti in cui servirebbe davvero.
Paradenti su misura
È realizzato dal laboratorio odontotecnico sull’impronta dentale rilevata dal dentista. Aderisce all’arcata, resta stabile senza serrare, consente di respirare e parlare, e viene personalizzato in base a sport, età e situazione orale. È la categoria a cui appartiene tutta la gamma D-Fender.
E se voglio il massimo?
Per gli atleti più esigenti esiste un livello ulteriore: la tecnologia brevettata STABIX, che grazie a un sistema di ancoraggio dedicato riduce l’ingombro di circa il 30% rispetto ai paradenti individuali convenzionali, aumentando ulteriormente stabilità e comfort.

